Totem Diary
Paolo Gonzato
27.08.2013 - 06.09.2013
curated by Maria Chiara Valacchi
Nel primo libro del trattato “Fisica” di
Aristotele si parla del Divenire. Il Divenire come un processo sensibile di
mutazione dove permane il sostrato, cioè la materia prima, che diviene futura
memoria sostanziale della metamorfosi. Il lavoro di Paolo Gonzato sembra
affondare le radici in questo concetto, la sua è una continua ricerca
dell’elemento primordiale, che modifica, per far riaffiorare un ordine
intrinseco e atavico. Gonzato cerca la caratteristica peculiare della materia,
la più ovvia, che spoglia e ridefinisce per restituirla ad una nuova
contemporaneità. Quelle che compie sono piccole correzioni o grandi
rivoluzioni, ricerche continue per tentare di dar ordine al caos naturale. L’atto
sovversivo di stravolgere una fedeltà descrittiva riscopre l’essenza di legni,
stoffe, materiali poveri e design. Un eterno processo che contrasta e
ridefinisce una volontà di una processualità pianificata. Per Mandranova In
Residence Gonzato mette in scena un teatro contraddittorio. Fogli plastici,
usati per gli imballaggi, sono il supporto nobilitato di grandi opere ad olio
dove sovrasta la figura del rombo, poligono modulare e simbolo semplice
dell’infinita possibilità di ricreazione. Il Rombo diventa bianco quale
archetipo delle architetture brutalmente rifinite che caratterizzano sovente il
territorio limitrofo e diario cromatico di campiture tratte dalla vegetazione
autoctona. La proliferazione di colore è la memoria dell’agave, della palma,
dei mandorli che si poggia sui poligoni lignei e sulle travi affastellate. Con
tavole di varie dimensioni e tonalità crea una struttura precaria e armonica,
un’implosione controllata che evoca il disegno spontaneo e caoticamente
perfetto del sofisticato intreccio di foglie e specie vegetali. La natura si
libera per tornare compressa e predisposta nei disegni di foglie e piante
realizzati con piccoli tratti di penna a sfera. Alla ricerca di una perenne e
irraggiungibile configurazione della materia Gonzato afferma: “Sono convinto
che tutte le forme organizzate vadano verso il disordine, verso la distruzione
dei loro sistemi”.
In the first book of the treatise titled "Physics"
Aristotele deals with the Becoming. The Becoming as a sensitive process of
mutation in which there is still the substrate, that is the raw material, which
becomes future substantial memory of the metamorphosis. The work of Paolo Gonzato seems to be rooted in this
concept, it is a continuous search of the primeval element, that he modifies,
to make an intrinsic and atavistic order resurface. Gonzato is looking for the
peculiar characteristic of the material, the most obvious, that he strips and
redefines to return it to a new contemporaneity. He does small corrections or
great revolutions, continuous researches to attempt to give order to the
natural chaos. The distortion rediscover the essence of woods, fabrics, poor
materials and design. An eternal process that contrasts and redefines a will of
a planned process. For Mandranova In Residence Gonzato stages a contradictory
theater. Plastic sheets, used for packaging, are the ennobled support of large
oil paintings where the figure of the rhombus towers over, a modular polygon
and simple symbol of the endless possibility of re-creation. The rhombus
becomes white as an archetype of the architecture brutally finished that often
characterize the surrounding area and chromatic diary of colour fields taken
from the native vegetation. The proliferation of colour is the memory of the
agave, of the palm, of the almond trees that relies on the wooden polygons and
on the beams piled up. He creates a precarious and harmonious structure with
tables of various sizes and colours, a controlled implosion that evokes the
spontaneous and chaotically perfect design of the sophisticated twine of leaves
and vegetable species. Nature gets free to return compressed and arranged in
patterns of leaves and plants realized with small lines of ballpoint pen.
Looking for a perennial and unreachable configuration of the material, Gonzato
says: "I am convinced that all the organized forms go towards disorder,
towards the destruction of their systems".
Nessun commento:
Posta un commento